In Italia il turismo accessibile e inclusivo può essere ricondotto a circa 9 milioni di arrivi e 38,6 milioni di presenze, pari a circa l’8,3% delle presenze turistiche nazionali. Applicando il moltiplicatore SRM di 138 euro di valore aggiunto per presenza, il segmento può generare circa 5,3 miliardi di euro di valore aggiunto diretto. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti sulle filiere territoriali – ricettività, ristorazione, trasporti, commercio, servizi, attività ricreative e culturali – il valore complessivamente attivato è stimato in circa 9,8 miliardi di euro.
Il settimo numero della collana "Cultura e Archeologia per un turismo sostenibile di qualità" pone al centro dell'analisi il rapporto tra accessibilità e patrimonio. La sfida è fare dell’accessibilità non un intervento aggiuntivo, ma una componente strutturale delle strategie di valorizzazione culturale e archeologica. Ed è proprio questo uno degli elementi distintivi della ricerca SRM: non soltanto misurare quanto possa essere rilevante la domanda del turismo accessibile, ma comprendere come enti culturali, musei, parchi e territori possano intercettarla. In questo percorso, Tecnologia e Terzo Settore rappresentano due infrastrutture complementari e determinanti, capaci di trasformare un patrimonio formalmente accessibile in un patrimonio realmente fruibile e, attraverso una maggiore fruizione, di rafforzarne la capacità di produrre inclusione, domanda e valore economico e sociale.
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